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I CASI
Il caso delle acque contaminate
Nel corso del mese di Dicembre 2003, Eikasía Relazioni
Pubbliche ha sviluppato, a partire dal caso delle acque
contaminate che ha sconvolto il Paese, una ricerca approfondita
riguardante il fenomeno del Tampering. Dalla ricerca effettuata,
sono emerse alcune importanti considerazioni. Si deve
infatti riconoscere che sono avvenuti importanti cambiamenti
rispetto alle situazioni passate. Le differenze più
evidenti riguardano:
- il tipo di bene colpito, un bene necessario e trasversale
ai diversi target group.
- l'assenza di rivendicazioni, per cui si esclude l'atto
terroristico, se non, forse, esclusivamente i primi
casi.
- la repentina diffusione in tutta Italia delle contraffazioni
di alimenti e bevande, dovuta ad imitatori mitomani
spinti al gesto illecito da manie di protagonismo. Ciò
fa pensare che chiunque, potenzialmente, in qualsiasi
momento e per i più svariati e impensabili motivi,
può contraffare prodotti alimentari.
- l'uso di sostanze diverse per l'adulterazione, che
però hanno in comune alcune caratteristiche:
sono tossiche ma non letali e sono facilmente reperibili.
Anche questo contribuisce a rendere più facile
l'atto di contraffazione da parte di persone qualunque.
- il fatto che si siano colpiti distributori e marche
differenti, cosa che genera panico nei consumatori dal
momento che non possono evitare di acquistare i beni
alimentari necessari. La risonanza mediatica data all'avvenimento,
unitamente alla diffusione a macchia d'olio dei casi
di avvelenamento, ha provocato un allarmismo tale da
essere chiamato "psicosi da acqua minerale avvelenata".
In seguito a tali considerazioni, si è sviluppato,
con la collaborazione del Dottor Luigi Norsa della Luigi
Norsa & Associati, un progetto di Crisis e Risk Management.
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